Abbandono Zero - I Quaderni dell'Affido - Parte II

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Abbandono Zero - I Quaderni dell'Affido - Parte II

Abbandono Zero - I Quaderni dell'Affido - Parte II

Argomento

Abbandono zero

Trama

Complice non è solo la crisi economico finanziaria internazionale, ma anche l'affacciarsi - da più fronti - di approcci neoliberisti, di un progressivo ritiro dello Stato dal welfare

Tutto questo evidenzia gradualmente la debolezza di un sistema di protezione sociale che potremmo definire "dal fiato corto", ancora immaturo in molti territori, esposto a varie intemperie e, soprattutto, appesantito dalla mancata definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali previsti già dal 2001 e solo in minima parte sanciti successivamente. Si tratta di una fragilità generale presente, tra l'altro, anche nello stesso invito nella Legge 149 - quella dell'affido - a intervenire nei limiti delle risorse di bilancio.

Insomma, quella che è stata la spinta propulsiva che all'inizio del 2000 intendeva sostenere una rinnovata e feconda stagione di tutela del diritto dei bambini a crescere in famiglia, si riduce progressivamente fino quasi ad esaurirsi del tutto. Sorgono, negli anni, addirittura venti contrari. 

Vecchi slogan sugli assistenti sociali - ladri di bambini - e sul business dell'accoglienza, in questo scenario, fanno nuovamente capolino sui mezzi di comunicazione e sul dibattito politico. A caratterizzare quest'ultimo  è l'accentuarsi di modelli e approcci territoriali assai differenti: vi sono alcune regioni le quali, facendo tesoro degli input nazionali, hanno saputo poi proseguire ulteriormente con le proprie gambe lungo la strada, altre che hanno poi invece progressivamente perso lo slancio fino ad arrestarsi. Il bilancio finale di questo complesso percorso fa emergere, in molti contesti, un deterioramento del già fragile sistema dell'affidamento familiare, appesantito negli ultimi anni dall'irrompere sulla scena della pandemia da COVID-19. Si spera che questo gap possa essere colmato con il supporto dei fondi del Piano Nazionale di ripresa e resilienza e con l'inserimento nel Piano Sociale Nazionale 2021/2023 di alcuni importanti livelli essenziali, tra i quali la presenza di un adeguato servizio sociale professionale e la garanzia di azioni di prevenzione dell'allontanamento. 

"Abbandono zero si. Allontanamento zero no".

Nello scenario appena descritto, la complessità e anche la frammentazione dei processi dei percorsi sembra coagularsi in alcune iniziative politiche istituzionali. Una di queste è sorta nella Regione Piemonte nel 2019. Si chiama "Allontanamento zero", disegno di legge regionale numero 64, e mira a contrastare gli interventi di accoglienza di bambini e ragazzi presso famiglie affidatarie o il loro inserimento presso comunità residenziali.

Premettiamo la piena condivisione circa la necessità, posta da questo disegno di legge regionale, di rafforzare gli interventi a sostegno della genitorialità. Occorre però cogliere, con grande attenzione, la presenza - all'interno di questo disegno di legge regionale - di un approccio fortemente negativo nei confronti degli interventi di messa in protezione di bambini e ragazzi, genericamente chiamati "allontanamenti". 

Si tratta di bambini e ragazzi le cui famiglie, per la complessità delle situazioni di disagio che affrontano, non riescono - nonostante gli interventi di supporto - ad assicurare le condizioni per una crescita sana e serena dei propri figli. Bisogna dirci con chiarezza che, evidentemente, ciò che va prevenuto non è l'intervento di protezione in quanto tale quanto, piuttosto, il disagio. Parlare di azzeramento degli allontanamenti veicola un grandissimo malinteso, come se il problema fosse l'intervento di tutela minorile e non invece il disagio familiare che lo ha reso necessario. Ecco perché preferiamo di parlare di abbandono zero.  Si tratta, dunque, di uno slogan che tiene insieme sia il dovere di prevenire le cause del disagio, che quello di reagire a episodi di maltrattamento, di grave incuria, di abusi e di tanti e gravissimi danni che si producono a scapito di bambini e ragazzi. 

Di fronte agli episodi tragici non mancano mai affermazioni altisonanti che invocano una maggiore attenzione delle istituzioni: "Dove erano i servizi sociali? Perché non sono intervenuti?".  In questa oscillazione, tra il contestare sia gli interventi che si vorrebbero azzerare (gli allontanamenti) e la mancanza di interventi che si vorrebbero promuovere, il rischio è che vi sia demagogia al centro di questi approcci, speculazioni che non hanno attenzione a promuovere il benessere di bambini, ragazzi e famiglie con una storia, con un volto, e con tante difficoltà che affrontano, soprattutto se lasciate sole nel fronteggiare il disagio.  

Tipo

Riflessione / Relazione / Lezione / Convegno / Approfondimento

Autore/Editore Video

Marco Giordano- "Centro Studi Affido - Progetto Famiglia"

Durata

15

URL d'Origine

https://m.youtube.com/watch?v=WEqrX7KpwDY&list=PLeJYKW7rxuGJ0OOAT-YhSmYT7h_g5oqBZ&index=2

Lingua

Italiano

Sottotitoli

Giudizio

Valutazione Complessiva:
5
/5
Qualità nella trattazione del Tema:
5
/5
Efficacia Comunicativa:
5
/5
Qualità tecnica del Video:
5
/5
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