Autodeterminazione: scegliere il nostro futuro orientati verso il benessere (parte I)

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Autodeterminazione: scegliere il nostro futuro orientati verso il benessere (parte I)

Atteggiamento positivo e consapevolezza. Esercizi: analisi dei comportamenti e antecedenti.

Una grande capacità 

Siamo soliti pensare che le persone di successo abbiano delle capacità speciali nel saper prendere decisioni importanti per sé stesse, nel decidere con lucidità gli obiettivi da raggiungere e nel trovare il modo ed i mezzi più adatti e sicuri, ovvero le strategie, per arrivare a raggiungerli. In realtà queste persone non hanno poteri speciali ma una sola, grande, capacità: l’autodeterminazione. 

«Il benessere e la serenità non sono altro che un viaggio che noi decidiamo di affrontare»  

Il nostro grande alleato 

L’autodeterminazione è la capacità di costruire il proprio futuro attraverso scelte autonome e consapevoli: avere una buona autodeterminazione implica sapere cosa vogliamo ottenere e tentare in ogni modo di raggiungere i propri obiettivi con un atteggiamento positivo. 

Non è possibile parlare di autodeterminazione senza includere la consapevolezza, cioè la capacità di sapere il motivo per cui mettiamo in atto le nostre azioni e quali vantaggi, per noi o per gli altri, vogliamo ottenere. La consapevolezza è uno stato mentale che ci permette di avere sotto controllo i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni.  

Ed è proprio la consapevolezza il nostro più grande alleato: solo analizzando con attenzione i pensieri che ci hanno attraversato la mente, i sentimenti che abbiamo provato e le azioni che abbiamo compiuto in conseguenza ad una determinata situazione possiamo comprendere davvero il nostro modo di agire. Imparare a conoscere il modo in cui ci sentiamo e in cui rispondiamo in determinate situazioni ci aiuta a prevedere come, in base alle nostre caratteristiche personali e a come ci siamo sentiti e comportati in passato, risponderemo a situazioni simili in futuro. 

Come si fa ad avere una buona consapevolezza? 

Così come un bel corpo richiede impegno e allenamento, anche una bella mente richiede la stessa dedizione e costanza. Possiamo utilizzare degli esercizi che ci permettano di essere attivi e riconoscere caratteristiche del nostro modo di essere e sperimentare meno sofferenza una volta comprese. 

Cosa puoi fare?  

Prendi in analisi il tuo comportamento e le tue reazioni agli eventi o alle situazioni che sperimenti. Dopo un episodio che ti ha lasciato perplessità e dubbi sul tuo modo d’agire scrivi su un foglio cosa è accaduto e cosa ti ha fatto agire in quel modo (es. sentirmi dire che ho sbagliato a svolgere quel lavoro mi ha fatto pensare che io non valga nulla, che sono una persona di poco conto).  

Prova a conservare tutto ciò che hai scritto e dopo alcuni episodi ti renderai conto di come è possibile riconoscere gli eventi che ti fanno agire in un modo che non ti piace o in cui non ti senti in te stesso.  

Questi eventi prendono il nome di antecedenti, cioè tutte quelle situazioni che controllano un comportamento facilitandone l’emissione. Un esempio di antecedente può essere quello di ricevere ordini con un tono di voce troppo direttivo, oppure vedere una persona che piange etc… riconoscere quali sono gli antecedenti che ci causano maggiore sofferenza ci rende consapevoli, perché ci aiuta ad iniziare a riflettere e lavorare sul motivo per cui tali eventi ci causano sofferenza.

Se sei interessato a raccontare la tua esperienza o le tue riflessioni di assistente sociale siamo lieti di pubblicare un tuo articolo sul nostro blog. Per maggiori informazioni contatta la dott.ssa Serena Vitale (redazioneblog@progettofamiglia.org)
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