Assistenti Sociali esperti dell’incerto. Riflessività e nuovo Codice.

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Assistenti Sociali esperti dell’incerto. Riflessività e nuovo Codice.

Riflessività dell’Assistente Sociale e promozione della qualità della vita. Corretto esercizio della professione, partecipazione e dilemmi morali.

Esperti di cosa? 

L’Assistente Sociale ha il compito deontologico di promuovere la qualità della vita delle persone. A questo scopo è chiamato ad assumere un atteggiamento dinamico e riflessivo, capace sia di garantire il corretto esercizio della professione, che di favorire percorsi di riflessione allargata, che di affrontare i numerosi dilemmi morali che scaturiscono dalla pratica professionale. 

«L’Assistente Sociale è chiamato ad assumere un atteggiamento dinamico e riflessivo, capace di garantire il corretto esercizio della professione» 

Quale “qualità della vita” promuovere?

Il nuovo codice deontologico dell’Assistente Sociale dà grande attenzione alla “qualità della vita” delle persone e chiede che gli interventi e i percorsi attuati siano in grado di accompagnarle verso il «miglior livello di benessere possibile». A questo scopo nel Preambolo del codice si sottolinea che la professione deve essere «dinamica e riflessiva», attenta a cogliere e comprendere l’evoluzione dello stesso concetto di qualità della vita. 

La professione dell’incerto

Dinamicità e riflessività sono, dunque, due delle caratteristiche che vengono richieste agli assistenti sociali. In molti hanno presenti i celebri interventi sulla “professione dell’incerto” di Donald Schön sul Professionista riflessivo o hanno studiato su alcuni testi italiani di Servizio Sociale come L’Assistente Sociale Riflessivo di Alessandro Sicora, e Servizio Sociale Riflessivo di Luca Fazi. 

Auto-riflessione e riflessione partecipata

Il codice rilancia l’attenzione degli Assistenti Sociali su questi aspetti, declinandoli in due direzioni: l’auto-riflessione e la riflessione partecipata. La prima è indicata come un processo che, integrato con percorsi di dibattito e di formazione, mira a «migliorare sistematicamente le conoscenze e le capacità(…) per garantire il corretto esercizio della professione» (Preambolo). 

Il fronte della riflessione partecipata riguarda l’ambito della responsabilità dell’Assistente sociale verso la società. Qui il codice chiede agli Assistenti sociali di lavorare alla ricerca della collaborazione dei vari soggetti attivi in campo sociale «orientando il lavoro a pratiche riflessive» (art. 40). 

Riflessività e dilemmi morali 

La riflessività, infine, viene richiamata – nel Preambolo – come dimensione necessaria per affrontare «le ambiguità e i dilemmi connaturati» all’esercizio della professione di Assistente sociale.



Se sei interessato a raccontare la tua esperienza o le tue riflessioni di assistente sociale siamo lieti di pubblicare un tuo articolo sul nostro blog. Per maggiori informazioni contatta la dott.ssa Serena Vitale (redazioneblog@progettofamiglia.org)
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